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Lello Perugia
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Lello Perugia
n3:tableOfContents
1 - Dati anagrafici suoi e della famiglia di origine2 - Il contesto sociale della famiglia e l'impegno politico3 - Le leggi del '38 e la perdita del lavoro del padre4 - Il ricordo della taglia dell'oro e le critiche5 - I bombardamenti del '43 e la perdita della casa6 - Dopo l'8 settembre '43 con i partigiani7 - Dopo il 16 ottobre '43 la famiglia si nasconde8 - Sfollati in Abruzzo e attività partigiana9 - L'arresto a Tufo il 14.04.194410 - Il passaggio da Via Tasso11 - Regina Coeli12 - Trasferimento a Fossoli13 - Deportazione14 - Arrivo, selezione e immatricolazione15 - Vita al campo di Auschwitz-Birkenau16 - Trasferimento a Monowitz ottobre '4417 - Incontro con Primo Levi18 - La liberazione
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1995 ott. 12
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non fiction
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n9:
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<p>L'intervista a Lello Perugia è stata realizzata il 12/10/1995 a Roma,  da Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto Fargion, nell'ambito del progetto "Interviste alla storia" (v. scheda relativa).<br /><br />Lello Perugia nasce a Roma, nel quartiere San Lorenzo, il 31 ottobre 1919 da Emma Dell'Ariccia e Israele Perugia: la famiglia ha da generazioni un forte impegno politico, il nonno ha fatto il carcere pontificio, il padre è socialista, la madre comunista. In famiglia oltre ai genitori ci sono 9 figli, cinque maschi e quattro femmine, Giovanni, Letizia, Fortunata, Mosè, Mario, Settimio, Lello, Angelo, Grazia e Vittoria. Il padre svolge diverse attività, finito il liceo ha un negozio di torrefazione-drogheria, poi apre un negozio di mobili, attività distrutta dalla guerra '15 '18 e nel 1920, con alcuni soci, apre una attività per il commercio degli stracci, estesa dal Lazio alla Campania e Toscana: con le leggi del '38 è costretto a chiudere l'attività. La famiglia non è molto osservante e celebra solo le feste principali. Lello frequenta la scuola pubblica. Fin da giovane Lello è animato da uno spirito anarchico e libertario, che poco si adatta alla pratica di un credo religioso e questo atteggiamento riguarda tutta la famiglia. Per Lello le leggi razziali del '38 non sono una novità, lui si è sempre interessato al tema della persecuzione degli ebrei nella storia: in quegli anni ha 20 anni, ha studiato fino alla terza media e lavora come contabile per una società immobiliare. Il padre deve chiudere l'attività e la famiglia vive di rendita, sono antifascisti e vedono, con l'inizio della guerra, il possibile declino del regime: Lello dopo l'8 settembre '43 entra in una formazione partigiana internazionale e partecipa ad azioni di sabotaggio verso i nazisti. Ricorda la taglia dell'oro di Roma e dice di essere contrario, non crede che così gli ebrei si possano salvare, ma la sua famiglia contribuisce, anche se contraria, alla raccolta dei 50 kg: riferisce di contatti con profughi ebrei europei che lo informano sulle persecuzioni attuate dai tedeschi nei loro paesi. Dopo i bombardamenti su Roma del luglio '43, la famiglia sfolla a casa di parenti e qui, grazie a una segnalazione da parte di un funzionario, riesce a sottrarsi ai rastrellamenti del 16 ottobre '43; si divide in vari rifugi per poi riunirsi in Abruzzo, dove Lello opera con i partigiani del suo gruppo internazionale. Lello è arrestato a Tufo insieme ai suoi fratelli maschi il 14 aprile del '44, portato a Collefegato e interrogato con violenza. Lello opera sotto il nome di Marcello Marcellini, ma i tedeschi lo riconoscono come Lello Perugia in seguito a una delazione. E' portato a via Tasso, poi al terzo braccio di Regina Coeli dove rimane fino alla fine di maggio '44. Viene trasferito al campo di Fossoli. A fine giugno viene deportato ad Auschwitz-Birkenau: descrive il viaggio, le condizioni estreme, le sofferenze di bambini e anziani, l'indifferenza dei testimoni civili al passaggio del convoglio nelle stazioni di transito. L'arrivo al campo, la separazione dai fratelli con la prima selezione, le procedure di immatricolazione, i primi lavori di fatica, la consapevolezza delle camere a gas e dei forni crematori: Lello si ritrova nella stessa baracca con i fratelli Angelo e Settimio, mentre gli altri due fratelli non li ha più visti. A ottobre '44 è trasferito a Monowitz con Settimio, mentre Angelo resta a Birkenau: descrive il campo di Morowitz, il lavoro è sempre di manovalanza all'aperto alla Farber. Lello incontra Primo Levi nel campo di Monowitz e nel romanzo la Tregua Levi prende spunto dalla conoscenza di Lello per i personaggi di Cesare e Piero Sonnino: Lello legge la lettera ricevuta da Primo Levi nel 1963 e ricorda la figura dello scrittore. Lello dice che a Monowitz sono rimasti circa una settimana senza sorveglianza tra la fuga dei tedeschi e l'arrivo dei sovietici, sotto i continui bombardamenti: arrivati i soldati russi cerca di far curare il fratello Settimio, che muore appena giunto all'ospedale.</p>
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Intervista a Lello Perugia
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