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Storia amministrativa o biografica del record IT-CDEC-ST0090-000001
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<p>Anna Di Gioacchino nasce ad Ancona il 20 gennaio 1911, figlia di Dario, commerciante di cereali, ed Emma Della Pergola. Nel 1916 la famiglia si trasferisce a Firenze, città natale della madre.<span> </span>Nel 1934 Anna sposa Nathan Cassuto, medico fiorentino, conosciuto all'epoca degli studi liceali. Cinque anni dopo i Cassuto si spostano a Milano, dove Nathan riveste l'incarico di vice-rabbino della Comunità Israelitica e insegnante presso la scuola ebraica di via Eupili. La famiglia rientra a Firenze all'inizio del 1943, quando Nathan accetta il ruolo di rabbino capo della Comunità Israelitica fiorentina: nei mesi seguenti si impegna in un'operosa attività di assistenza ai profughi, svolgendo un ruolo di primaria importanza nell'aiutare molti ebrei a trovare un rifugio sicuro dopo l'8 settembre, anche grazie alla collaborazione di svariati esponenti del clero cittadino (cfr. fasc. 4). Arrestato il 26 novembre a causa di una delazione, Cassuto viene seguito tre giorni dopo dalla stessa Anna, che si era rifugiata nel Convento della Calza: entrambi vengono trasferiti a Milano e deportati ad Auschwitz con il convoglio partito dalla Stazione Centrale il 30 gennaio 1944. Nathan muore nel circondario di Gross Rosen tra la fine di gennaio e il febbraio 1945, mentre Anna viene liberata a Theresienstadt a maggio e rientra in Italia in agosto (cfr. fascc. 2, 9). A novembre emigra in Palestina per ricongiungersi ai tre figli, Susanna, David e Daniel (la figlia più piccola, Eva, nata nell'ottobre 1943, non era sopravvissuta alla separazione dalla madre); qui trova lavoro presso l'ospedale Hadassah di Gerusalemme, affiancando il Prof. Moshe Wolman all'Istituto di Patologia; muore nell'attentato arabo al Monte Scopus del 13 aprile 1948 (cfr. fascc. 6-8).</p> <p class="MsoNormal"> </p> <p class="MsoNormal">Sara Di Gioacchino, sorella minore di Anna, nasce il 29 giugno 1918 a Firenze. Dopo aver conseguito il diploma liceale, si iscrive al corso di Lettere Antiche in Università, ma è costretta ad interrompere gli studi nel 1938 a causa delle leggi razziali. All'inizio dell'anno successivo sposa Renzo Corcos, da poco allontanato dal Provveditorato agli Studi di Livorno, e con lui emigra nel Marocco francese. Nel giugno 1940, al momento dell'entrata in guerra dell'Italia, viene presumibilmente internata insieme al marito nel campo di concentramento di Médiouna, presso Casablanca, in quanto appartenente a nazionalità nemica, salvo poi essere rilasciata a seguito della disfatta francese contro le forze dell'Asse. Nel settembre 1942 dà alla luce la prima figlia, Anna; a novembre, con lo sbarco deli Alleati, si apre un nuovo periodo di internamento a Médiouna (cfr. fasc. 1). Nel 1945, dopo la fine della guerra, Sara Corcos si reca con la famiglia in Palestina per ricongiungersi con i genitori; qui ritrova anche la sorella Anna. Tornati in Italia a causa delle difficoltà occupazionali e dei problemi di salute di Sara, i Corcos si stabiliscono prima a Livorno, dove Renzo viene reintegrato nel Provveditorato (cfr. fasc. 1), poi, dal 1948, a Firenze; nel novembre dell'anno successivo nasce il secondo figlio, Alberto.</p>